Parma Calcio, Buffon: “Ho trovato tanta emozione, qui mi sento a casa”

PARMA CALCIO – Intervistato da Fabrizio Romano in diretta su Sky Sport 24, Gigi Buffon ha parlato di ciò che lo ha spinto a tornare al Parma dopo quasi 20 anni alla Juventus, intervallati soltanto dall’esperienza al Paris Saint-Germain. Tantissimi gli argomenti toccati dall’ex numero uno della Nazionale italiana, pronto ad affrontare la seconda stagione in Serie B della sua straordinaria storia da calciatore.

Queste le prime parole di Gigi Buffon, a circa un’ora dall’evento di presentazione che lo vedrà protagonista questa sera allo “Stadio Ennio Tardini”: “C’è la motivazione e la speranza di riscrivere qualche pagina importante della storia di questo club. E penso che si può fare. Questa è solo una delle mille motivazioni che mi hanno portato qui.

Cosa ho trovato? Ho trovato tanta emozione, perché alla fine è l’unico modo per performare ancora ad altissimi livelli a questa età. Sapevo che solo Parma mi avrebbe potuto dare un tale coinvolgimento emotivo, solo Parma e nessun altro. Mi sento a casa e per me è molto importante sentirmi a mio agio, proprio perché mi sento a casa mia.

Com’è nata? È nata giorno dopo giorno. Con il Presidente e il figlio avevamo parlato a fine gara (Juve-Parma, ndr), ma poi avevamo parlato anche di altro. Poi, tornando negli spogliatoi, avevo confermato ai dirigenti della Juve quanto fossi contento che il Parma stesse in queste mani. Anche in caso di retrocessione, ero sicuro che il Parma avrebbe potuto risalire la china nell’immediato futuro, con una società del genere alle spalle. Lì, probabilmente, mi è scattata anche la scintilla e la curiosità di rientrare nel mondo Parma.

Rifiutate offerte importanti? Ho avuto un paio di opportunità importanti, anche per andare a vincere la Champions, ma non da protagonista. Con la Juve avevo accettato questo ruolo, ma sinceramente non mi andava più. Nel Parma, invece, ho visto l’ambizione e la capacità per fare qualcosa di importante. Poi, non dimentichiamoci che il Parma è la quarta squadra italiana per trofei vinti, anche europei. Ha un passato importante e ora bisogna far sì che abbia anche un presente e un futuro all’altezza della sua storia.

Obiettivo Mondiale 2022? Quello è un obiettivo, un sogno a cui non penso sovente. Anche perché, giustamente, c’è un CT che ha un gruppo e delle scelte da portare avanti. Non devo disturbare nessuno. Però, è una mia sfida, un obiettivo massimo, che serve a me per avere uno stimolo in più. Per me conta arrivare al massimo a dicembre 2022.

La Nazionale ad Euro 2020? Non si può che parlarne bene, visto che hanno ridato entusiasmo e orgoglio a tutta l’Italia. Bisogna dare merito a Mancini e ai ragazzi, che giocano veramente bene. La vittoria finale? Non mettiamogli ulteriore pressione, i ragazzi stanno facendo bene e penso che bisogna guardare esclusivamente al prossimo impegno, poi si vedrà.

Cosa provo per la Juventus? Provo quello che provavo 20 giorni fa, quando ho fatto l’ultima intervista. È stata la mia consacrazione calcistica, la Juve mi ha insegnato una cultura del lavoro che ho fatto mia nel tempo, pur facendo fatica all’inizio. Ho sentito un affetto incommensurabile, dal Presidente ai compagni, a tutti i collaboratori e a tutti i tifosi.”

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Nato ad Avellino il 26 dicembre 1996, ha conseguito la Laurea Triennale in Scienze della Comunicazione e attualmente studia Corporate Communication e Media presso l'Università degli Studi di Salerno. Giornalista pubblicista dal 30 settembre 2020, ama, segue e pratica lo sport più bello del mondo.